Quando il caldo diventa un problema organizzativo
Nei lavori all’aperto, il rischio da calore non dipende soltanto dalla temperatura. Contano anche l’esposizione diretta al sole, l’umidità, la ventilazione, lo sforzo fisico richiesto, l’abbigliamento utilizzato e la durata dell’attività.
Per questo non basta affidarsi alla percezione del singolo lavoratore o intervenire quando compare un malessere. La gestione efficace deve iniziare prima, attraverso l’analisi delle lavorazioni, l’organizzazione dei turni e la definizione di misure precise da applicare quando le condizioni ambientali diventano critiche.
Il rischio è stato valutato per quella specifica attività?
Un riferimento generico al caldo difficilmente descrive le reali condizioni di lavoro. Un addetto alla movimentazione manuale sotto il sole, un operatore impegnato nei lavori stradali e un lavoratore che svolge la propria mansione in una zona ombreggiata non sono esposti allo stesso livello di rischio.
La valutazione deve quindi considerare la mansione, l’intensità dello sforzo, l’orario, la durata dell’esposizione, le caratteristiche dell’ambiente e le eventuali condizioni individuali di maggiore vulnerabilità.
La domanda corretta non è soltanto “quanti gradi ci sono?”, ma: quale attività viene svolta, da chi, per quanto tempo e in quali condizioni?
Come si traduce la valutazione in misure concrete?
Una volta individuato il rischio, occorre trasformarlo in decisioni operative. Le lavorazioni più impegnative possono essere anticipate nelle ore più fresche, rinviate o alternate con attività meno gravose. Le pause devono essere programmate e svolte in aree ombreggiate, ventilate o rinfrescate. Anche la rotazione degli addetti può contribuire a ridurre l’esposizione continuativa.
Un esempio concreto? Se nelle ore centrali è prevista una lavorazione fisicamente intensa sotto il sole, non è sufficiente raccomandare genericamente di “fare attenzione”. Occorre stabilire in anticipo se anticiparla, ridurne la durata, aumentare le pause, modificare la squadra o sospenderla.
Una procedura efficace deve inoltre indicare chi controlla le condizioni ambientali, chi informa i lavoratori e chi può decidere di modificare o interrompere l’attività.
Worklimate: dalla previsione alla decisione operativa
Per supportare la gestione aziendale è possibile utilizzare Worklimate, la piattaforma dedicata alla previsione del rischio da calore nei luoghi di lavoro.
Le mappe previsionali permettono di consultare differenti scenari in base all’esposizione al sole o all’ombra e all’intensità dell’attività fisica. Sono inoltre disponibili materiali informativi destinati a imprese, lavoratori e figure della prevenzione.
Worklimate è uno strumento di supporto. Nel 2026 almeno 15 regioni hanno ordinanze attive: quando la mappa Worklimate segnala rischio ALTO, scatta il divieto di lavoro 12:30–16:00, in agricoltura, edilizia, cave, logistica e rider, fino a metà settembre. Consultare la mappa non è più facoltativo.
Ma prima di concludere, lo sapevi che la sicurezza in cantiere può parlare dieci lingue?
Nei momenti di maggiore rischio, come durante le giornate caratterizzate da temperature elevate, comunicare indicazioni chiare e immediate a tutti i lavoratori diventa ancora più importante.
In questo contesto può essere utile “Esperanto Avatar Multilingue”, sviluppato da ESEM-CPT insieme a Inail Lombardia, ATS Milano e ATS Brianza: un avatar digitale che diffonde brevi contenuti sulla sicurezza in cantiere in dieci lingue.
Non sostituisce la formazione e l’addestramento, ma può rappresentare un supporto rapido per rafforzare i messaggi di prevenzione e superare le barriere linguistiche, anche quando occorre informare tempestivamente i lavoratori sui rischi legati al caldo.
La vostra azienda saprebbe cosa fare domani alle 12:30?
Chi controlla il livello di rischio? Quali lavorazioni devono essere rimodulate? Dove possono sostare i lavoratori durante le pause? Chi informa la squadra? E soprattutto: chi decide quando le condizioni non consentono di proseguire in sicurezza?
Se le risposte non sono immediate e condivise, probabilmente la gestione del rischio da calore deve essere resa più concreta.
Agenzia Nazionale Sicurezza sul Lavoro affianca imprese e professionisti nella gestione dei rischi legati alle alte temperature, con un approccio tecnico, concreto e orientato alla prevenzione. Contattaci per ricevere maggiori informazioni e valutare il supporto più adatto alle esigenze della tua azienda.
Contributo tecnico di: Dott. Yvan Ferdinando Nisii – Agenzia Nazionale Sicurezza sul Lavoro