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LE AREE A RISCHIO SPECIFICO: UN TEMA CENTRALE PER LA PREVENZIONE INCENDI

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Quando si parla di prevenzione incendi in azienda, un aspetto spesso sottovalutato è l’identificazione delle cosiddette aree a rischio specifico.

Il Codice di prevenzione incendi definisce un’area a rischio specifico un ambito dell’attività caratterizzato da un rischio di incendio sostanzialmente differente rispetto a quello tipico dell’attività. Non tutte le parti di uno stabilimento produttivo o di un magazzino, ad esempio, presentano lo stesso livello di rischio: alcune aree, funzioni o lavorazioni generano condizioni particolari che richiedono attenzione aggiuntiva.

Si tratta di aree come ad esempio:

  • Centrali termiche;
  • Sale di quadri elettrici;
  • Archivi cartacei con elevate densità di materiale combustibile;
  • Magazzini di vernici, solventi, carburanti;
  • Officine con lavorazioni a caldo.

Identificare queste aree è un passaggio essenziale per valutare in modo realistico il rischio di incendio in azienda. È proprio in questi spazi che può nascere l’evento più grave o incontrollato, con conseguenze anche sugli altri ambienti se non opportunamente progettati.

Come si individuano le aree a rischio specifico

L’individuazione delle aree a rischio specifico è una fase di analisi tecnica che spetta al progettista o al consulente antincendio, ma coinvolge anche la conoscenza approfondita dell’attività aziendale.

Si parte da una serie di valutazioni:

  • Quali lavorazioni si svolgono?
  • Quali materiali sono presenti, e con che caratteristiche di infiammabilità?
  • Quali sono le possibili fonti di innesco (impianti, macchinari, lavorazioni)?
  • Come sono distribuiti gli impianti e i percorsi di esodo?
  • Qual è il carico di incendio presente in quell’ambito?

L’obiettivo è identificare i luoghi che non possono essere gestiti come spazi “generici”, perché presentano un rischio qualitativamente diverso.

Questa analisi serve a capire, in modo concreto, dove è necessario adottare misure più rigorose.

Perché gestirle in modo diverso

Una volta individuate, queste aree devono essere trattate in modo adeguato. La normativa prevede per queste aree requisiti più severi, e, se non regolate da specifica regola tecnica, a seguito di opportune valutazioni si individuano le misure come:

  • compartimentazione (pareti e porte resistenti al fuoco)
  • rivelazione e l’allarme (sensori e sistemi dedicati)
  • l’impiantistica (eventuale spegnimento automatico)
  • la ventilazione
  • la gestione del carico di incendio (limitazione e controllo dei materiali)
  • la sicurezza delle vie di esodo

Determinare correttamente le misure risponde alla realtà che un incendio, in un’area a rischio specifico, ha dinamiche completamente diverse rispetto al resto dell’attività in cui è presente.

Investire attenzione in questa fase significa ridurre la possibilità di un evento grave, contenere i danni in caso di incendio e proteggere la continuità operativa dell’azienda.

Una responsabilità condivisa

Il Codice di prevenzione incendi attribuisce al progettista la responsabilità di individuare queste aree. Tuttavia, l’efficacia di questa analisi dipende anche dalla collaborazione dell’azienda: fornire informazioni corrette sui processi, descrivere accuratamente materiali e lavorazioni, segnalare modifiche o nuove esigenze.

Per questo motivo, la gestione delle aree a rischio specifico dovrebbe essere vista come parte integrante della cultura aziendale della sicurezza.

Comprendere l’importanza di queste valutazioni significa prendersi cura delle persone che lavorano in azienda, tutelare il patrimonio produttivo e rispettare la normativa in modo consapevole.

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